22 · 01

Diplomatici-Poeti alla Biblioteca del Ministero degli Esteri

Il 12 gennaio 2012 si è svolta un'originale iniziativa su Poesia e diplomazia organizzata nell'ambito del Caffè letterario degli Amici della Biblioteca del Ministero degli Affari Esteri. In programma la lettura di poesie di Pasquale BaldocciMario Corinthios, Gaia Danese, Dante Marianacci e Silvio Mignano.

E' stata un'occasione speciale per conoscere un lato meno conosciuto di alcuni diplomatici. Quelli di voi iscritti a questa lista, ma che non lavorano alla Farnesina, non hanno potuto partecipare all'evento. E` soprattutto pensando a loro che è stato realizzato un breve video ora disponibile online:

Per maggiori informazioni sui partecipanti all'evento e sui precedenti Caffè letterari consultate il sito http://caffeperletterati.wordpress.com

29 · 06

Silvio Fagiolo 1938-2011

Con grave perdita per la diplomazia italiana e' scomparso improvvisamente ieri a Milano l'Ambasciatore a riposo Silvio Fagiolo.

Fagiolo è stato un diplomatico apprezzato e stimato durante tutta la sua lunga e brillante carriera. Intellettuale e fine analista, penna brillante e penetrante.

Il Capo del Servizio Stampa del MAE,  Maurizio Massari, lo ricorda cosi’:

 

“Silvio Fagiolo era uno dei diplomatici più brillanti che la Farnesina ha prodotto negli ultimi decenni. Un diplomatico di altissimo profilo, stratega, in grado come non molti di esprimere una ‘visione’ politica, capace di guardarele cose nel loro insieme e con una prospettiva di lungo periodo.

Soltanto chi gli ha lavorato accanto e lo ha conosciuto da vicino (ho avuto questo onore) poteva apprezzarne le doti e rimpiangerne oggi profondamente la sua scomparsa. Distingueva scherzosamente, Silvio, i professionisti (inclusi i diplomatici) in ‘ingegneri e meccanici’, quelli che sanno progettare la macchina e quelli, meno visionari, che piuttosto ne aggiustano i pezzi quando si guasta. Lui era un esponente illustre della prima categoria, produceva policies, dava la linea ai ministri con cui lavorava su tutti i dossier più rilevanti. E’ stato protagonista e testimone diretto delle pagine più importanti della nostra diplomazia negli ultimi decenni.

 

La sua esperienza nelle sedi principali da Mosca, a Washington, a Bruxelles, Berlino lo aveva certo aiutato a diventare un diplomatico di spessore altissimo. Ma era soprattutto lui stesso con la sua curiosità intellettuale unica,il suo gusto per l’approfondimento, che aveva avuto il merito di saper valorizzare al massimo quelle esperienze e mettere tutto ciò al servizio della Farnesina. Silvio Fagiolo, diplomatico, stratega e negoziatore negli anni della Conferenza Intergovernativa per la revisione del Trattato di Maastricht. Ma non solo. Nobile d’animo e dotato di una non comune onestà professionale ed intellettuale. Ed anche acuto analista e scrittore. Dovunque ha servito all’estero, ha lasciato tracce e contributi di idee importanti. Dalla Russia Sovietica produsse il libro sui ‘gruppi di pressione in URSS’, un contributo pioneristico sul pluralismo, seppur verticistico e nascosto, che teneva insieme l’URSS di Brezhnev; dalla sua esperienza a Detroit ne uscì con il volume ‘l’operaio americano’ sull’evoluzione dell’organizzazione scientifica del lavoro nelle fabbriche americane sulla scia del taylorismo e fordismo; dopo l’esperienza negli Stati Uniti nei primi anni dopo la caduta del muro produsse il volume ‘la pace fredda’, che anticipava le criticità del mondo post-bipolare. L’ultimo volume, sul percorso storico del’Unione Europa, l’ha scritto non da diplomatico, ma da professore alla LUISS. Gli studenti lo rimpiangeranno non meno dei diplomatici. Una perdita enorme per tutti coloro che hanno una cultura per l’estero, una sensibilità e un interesse genuino per capire le logiche del mondo in cui viviamo.”

 

16 · 04

Diplomatici-scrittori: il libro di Carlo Marsili sulla Turchia

Carlo Marsili, che fino al 2010 è stato ambasciatore d'Italia in Turchia, ha appena pubblicato il suo primo libro dal titolo "La Turchia bussa alla porta. Viaggio nel paese sospeso tra Europa e Asia" (Università Bocconi, 2011). Il saggio è un viaggio e una testimonianza diretta della sfida (culturale, prima che politica) che attende l' Unione Europea di fronte alla domanda di adesione turca. La prefazione al libro è di Sergio Romano.

Ecco la scheda dell'editore:

Anche per via della lingua - sconosciuta a pressoché tutti gli italiani (non si dice alternativamente "parlo arabo?" o "parlo turco?") - la Turchia resta nel nostro immaginario collettivo un paese in gran parte sconosciuto, affidato a luoghi comuni fuorvianti. Chi meglio di Carlo Marsili, ambasciatore in Turchia dal 2004 al 2010, ha le carte in regola per farci scoprire questo paese e le sue contraddizioni? Dalle minoranze etniche alla condizione femminile; dalle contraddizioni dell'islamismo moderato alla questione armena; dalla stratificazione sociale alla classe politica e ai partiti; ai mezzi di comunicazione e alla lotta per la libertà di stampa, al ruolo dell'esercito e alla politica interna ed estera;
sino ai capitoli finali, dedicati a come i turchi vedono gli europei, allo sviluppo economico, e alla presenza italiana: ricco di aneddoti ed episodi vissuti in prima persona, il libro dà finalmente un quadro realistico e privo di pregiudizi della Turchia d'oggi. E ci spiega anche perché un'Unione Europea senza la Turchia sarebbe inevitabilmente destinata a un ruolo di secondo rango rispetto non solo a Stati Uniti e Cina, ma anche a India, Brasile e altre potenze emergenti.

Marsili Carlo, La Turchia bussa alla porta. Viaggio nel paese sospeso tra Europa e Asia, Università Bocconi, Milano, 2011, pp. 292, Euro 26.

Carlo Marsili è entrato in carriera diplomatica nel 1970 e ha prestato servizio a Monaco di Baviera, Ankara, Edimburgo e Bonn. E' stato ambasciatore a Jakarta del 1998 al 2000, Direttore generale degli Italiani all'estero e successivamente direttore generale del personale dal Personale dal 2002 al 2004. Dal 2004 al 2010 è stato ambasciatore d'Italia ad Ankara.

La Prefazione del libro, scritta da Sergio Romano, è stata pubblicata sul Corriere della Sera del 15 aprile.

Per ulteriori informazioni sul libro è inoltre disponibile una recensione pubblicata dal CIPMO (Centro Italiano per la Pace nel Medio Oriente).

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici italiani consultare questo blog

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Grazie a Stefano Baldi per la segnalazione di questo libro

20 · 03

"L'Italia disunita" di Sergio Romano



L'Ambasciatore Sergio Romano ha appena pubblicato un nuovo libro insieme allo storico francese Marc Lazar. Si tratta del risultato di un dialogo-confronto fra i due moderato,o piuttosto stimolato, dal giornalista Michele Canonica.

Il significativo titolo del libro è "L'Italia disunita".

"Buon compleanno, Italia. Centocinquanta di questi anni, verrebbe da dire. Ma qualcosa non torna. I tempi sono quelli che sono, di crisi non soltanto economica ma culturale, di prospettiva. Il passato è un parente alquanto lontano, e il futuro un'equazione a più∙ incognite. Viviamo alla giornata in un permanente equilibrio precario, privo di orizzonti stabili. A dirla tutta, l'impressione èche non si sa bene che cosa celebrare. Un secolo e mezzo dopo, siamo sempre in bilico tra identità nazionale e radici locali, teoria degli insiemi campanili. Con tutto ciò che ne consegue. Sergio Romano, Marc Lazar e Michele Canonica ne sono consapevoli, naturalmente, e il loro confronto non esclude il disaccordo, anzi se ne alimenta. Un viaggio che tocca tutte le stazioni nello spazio e nel tempo, e che soprattutto esplora la realtà quotidiana, dello Statole dei cittadini, in ogni aspetto: sanità, pensioni, giustizia, pubblica amministrazione, trasporti, infrastrutture, forze armate, scuola, cultura,informazione, turismo, spettacolo, sport, gastronomia, moda, design, piccole e medie imprese. Ne risulta, tra domande, risposte e ipotesi, un quadro completo e fedele (anzi, una radiografia) del Bel Paese e del rapporto che gli italiani hanno con la loro memoria storica, più∙ o meno condivisa."

 Sergio ROMANO, Marc LAZAR, Michele CANONICA. L'Italia disunita, Longanesi, Milano, 2011, pp.190, Euro 15.

Il libro è in vendita nelle principali librerie ed è anche disponibile nelle librerie online.

Chi è interessato può anche leggere l'articolo di Marzio Breda, dedicato al libro, pubblicato sul Corriere della Sera del 14.3.2011.

lista dei libri scritti da Sergio Romano.

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Ringrazio per la segnalazione il collega Stefano Baldi

 

30 · 01

Sergio Romano e le altre facce della storia

 L'ambasciatore a riposo Sergio Romano e' sicuramente il più prolifico fra i diplomatici-scrittori italiani. Al Corriere della Sera ha ereditato la rubrica del grande Montanelli (la Stanza) intrattendendo un filo diretto con i lettori del grande quotidiano nazionale.    Il dialogo con i lettori del "Corriere della Sera" verte sovente su curiosita' di carattere storico, con informazioni su personaggi che hanno lasciato tracce importanti nella storia, pur non essendo stati protagonisti assoluti.   Nelle sue risposte, Romano restituisce in poche decine di righe non solo i tratti essenziali di una personalità, ma anche dell'epoca in cui quei personaggi sono vissuti.   Nell'elaborare gli spunti offertigli, l'ex diplomatico vicentino ha recentemente pubblicato un nuovo libro in cui ha raccolto 100 ritratti di personaggi, noti e misconosciuti, che hanno lasciato un segno nella storia. Il libro raccoglie, sapientemente rivisti e rielaborati, 100 di quei ritratti: da Margherita Sarfatti a Edgardo Sogno, da Gobineau teorico del razzismo a Dunant fondatore della Croce Rossa, dai gerarchi nazisti ai generali e diplomatici italiani. Il risultato è una galleria (in senso letterale: ciascuno dei 100 personaggi è illustrato con un medaglione in bianco e nero) che ci fa cogliere il senso della storia e delle azioni degli uomini e delle donne che hanno contribuito a farla. Tra i ritratti tracciati da Romano ve ne sono ben 10 dedicati a figure di diplomatici italiani. Si tratta di Carlo Dossi, Salvatore Contarini, Felice Benuzzi, Michele Lanza, Cristano Ridomi, Giacomo Paulucci di Calboli, Guelfo Zamboni, Carlo Sforza, Edgardo Sogno, Amedeo Guillet. Inoltre l'Ambasciatore. Romano ricorda, nell'introduzione, un'altra importante e significativa figura della nostra diplomazia: Paolo Vita Finzi.
Benche' Sergio Romano abbia bisogno di poche presentazioni, egli è nato a Vicenza nel 1929. E' stato giornalista, ed è entrato in diplomazia nel 1954. Si è dimesso nel 1989, dopo essere stato "Direttore generale degli affari culturali" del Ministero degli Esteri, Rappresentante permanente presso la NATO a Bruxelles e, da ultimo, Ambasciatore a Mosca dal 1985 al 1989. Come storico si è occupato prevalentemente di storia italiana e francese dell'Ottocento e del Novecento. Ha insegnato in numerose Università, tra cui Berkeley, Harvard, Pavia, Bocconi di Milano. Ha scritto per diversi quotidiani e riviste italiane ed è attualmente editorialista del Corriere della Sera e di Panorama. Ha pubblicato oltre settanta libri (comprese alcune traduzioni in altre lingue). Per una lista dei suoi libri si veda qui.

 

Romano, Sergio. Le altre facce della storia. Dietro le quinte dei grandi eventi, Rizzoli, Milano, 2010, pp. 337, € 20,00

Il libro è disponibile nelle librerie e può anche essere acquistato nelle principali librerie online (ad esempio www.amazon.it o www.ibs.it)

Sono grato della segnalazione al collega Stefano Baldi


29 · 01

Diplomazia e alcolici

Drink and diplomacy always go together. The British diplomat Harold Nicolson wrote a piece for Foreign Affairs in 1961 on Diplomacy Then and Now, and among his helpful hints was the value of drinking with hacks in bars:  
   My own advice to the junior diplomat is not to confine himself lazily to the easy circle of his own embassy but to cultivate the society of journalists, both foreign and native. It is from them that he will derive useful advice and commentary. When I look back on the years before Hitler that I spent in the British Embassy in Berlin, I am grateful for the hours I devoted talking to journalists in the Adlon Bar. I learned more from them than I did from any other form of social relations...It was the journalists of the Adlon Bar who first warned me of the coming of the Nazi movement. Diplomatic field work often misleads.  
My own experience as a diplomatic correspondent produced a few bits of Nicolson-flavoured advice for other hacks entering the field. When arriving at a diplomatic reception, always do the chat with the ambassador before the first sip. If he or she says something worthy of journalism you will be sober enough to understand it. And when the first drink is safely in hand, head for the door closest to the kitchen, to get first go at the emerging trays of food.      Do not be diplomatic with diplomats. Ambassadors can be confronted and quizzed on all manner of things, great and small. That is why they exist. Do not, though, dance lightly through the minefield of national pride. This correspondent once idly commented to the French ambassador on the quality of 'Australian champagne'. The ambassador's succinct response and elegantly arched eyebrow conveyed the exact and deserved measure of amusement, scorn and sarcasm.

Da incorniciare. Copio e incollo da un post di Graeme Dobell.

23 · 01

Ricordi di Saigon


Esce in questi giorni un nuovo interessante libro di memorie diplomatiche. Si tratta di "Y Saigon 1972", di Sandro Maria Siggia: testimonianza della sua esperienza a Saigon nel 1972, densa di personaggi e riferimenti politici.

Il libro è il diario di un giovane diplomatico italiano - Y, in vietnamita significa italiano - alle prese con la sua prima sede all'estero, l'Ambasciata d'Italia a Saigon. Y non è un diario di guerra, descrive l'atmosfera surreale nella quale si viveva a Saigon nel 1972. Nonostante cruente battaglie si svolgessero a pochi chilometri dalla capitale, Saigon, fulcro della vietnamizzazione del conflitto, conservava una calma apparente vivacizzata dalla visita dei grandi nomi della politica americana e dalla presenza dei giornalisti più famosi tra i quali, Oriana Fallaci, Aldo Rizzo, Tiziano Terzani, Corrado Pizzinelli, Marcello Alessandri, Giorgio Fattori, Egisto Corradi, e tanti altri.

"Saigon negli ultimi anni di guerra poteva essere paragonata ad un grande circo equestre montato sull'argine malfermo di un fiume in piena. Da un momento all'altro tutto poteva essere travolto, ma in attesa dell'evento catastrofico il circo con i suoi clown, nani e ballerine continuava ad offrire un incessante spettacolo".

Sandro Maria Siggia, in oltre quarant'anni di carriera diplomatica, ha ricoperto incarichi in Asia, America Latina ed Europa, terminando la sua attività come Ambasciatore d'Italia a Bruxelles. Appassionato di Paesi asiatici, ha prestato servizio in Vietnam, Cambogia, Cina ed in Bangladesh come capo missione.

Ha pubblicato, nel 2002 il libro "Afghanistan Guerra infinita" (Carlo Marconi editore).

Sandro Maria Siggia, "Y Saigon 1972", Rubbettino, Soveria Mannelli, 2010, pp. 342, € 24

Per la segnalazione sono grato a Stefano Baldi

7 · 01

Diploslidequotes:Mr. Spock

Diplomats
25 · 12

Diploslidequotes: John.K. Galbraith

Diplomats
8 · 12

Pasquale Ferrara e lo Stato preventivo


Il capo dell'Unità di Analisi e Programmazione del Ministero degli Affari Esteri, Pasquale Ferrara, ha recentemente pubblicato un interessante volume dal titolo "Lo Stato preventivo. Democrazia securitaria e sicurezza democratica" (Rubbettino).

Ferrara, che già nei suoi precedenti volumi aveva approfondito vari temi internazionali sotto una prospettiva di filosofia politica, affronta in questo volume il delicato problema della reazione delle democrazie alle minacce esterne, in particolare al terrorismo.

 
Come fa notare il prof. Leonardo Morlino (nota: gia' mio correlatore della tesi di laurea!) nella sua prefazione, Ferrara fornisce risposte ad una serie di complesse domande legate alla lotta al terrorismo: cosa succede quando in una democrazia esiste una minaccia percepita alla sicurezza personale; cosa succede quando il rapporto tra libertà e sicurezza viene manipolato (a scapito della prima); ed inoltre qual è l'impatto effettivo delle diverse modalità adottate per contrastare il terrorismo all'interno di una democrazia.
Le risposte e le considerazioni fornite a questi ed altri quesiti non sono mai banali e stimolano riflessioni ed ulteriori approfondimenti.

Pasquale Ferrara ha svolto diversi incarichi all'estero, a Santiago del Cile, ad Atene, presso la Rappresentanza all'Unione Europea a Bruxelles e da ultimo a Washington.

E' docente di Teoria politica della Comunità internazionale presso l'Istituto universitario "Sophia" e in un corso sulla diplomazia di crisi presso la School of Government della LUISS di Roma. E' autore di numerosi articoli dei saggi  "Non di solo Euro. La filosofia politica dell'Unione Europea" (Città Nuova, 2001) e "Le nozze e il vino. Per un nuovo paradigma politico nell'era globale" (Città aperta, 2004)

Segnalazione a cura di Stefano Baldi


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"These, then, are the qualities of my ideal diplomatist. Truth, accuracy, calm, patience, good temper, modesty and loyalty. They are also the qualities of an ideal diplomacy.
But, the reader may object, you have forgotten intelligence, knowledge, discernment, prudence, hospitality, charm, industry, courage and even tact.
I have not forgotten them. I have taken them for granted".

Harold George Nicholson (1886-1968)





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